Corporate Governance

Codice di Condotta

Il Codice di Condotta del Gruppo Generali è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali S.p.A il 14 dicembre 2012 e sostituisce il Codice Etico del Gruppo Generali.
Il Codice di Condotta si applica a tutti i dipendenti del Gruppo Generali, ivi inclusi i componenti degli organi amministrativi. Inoltre, il Gruppo richiede anche ai terzi che agiscono per suo conto (consulenti, fornitori, agenti, ecc.) di attenersi ai principi del Codice.
Il Codice di Condotta definisce le regole di comportamento minime da osservare e fornisce specifiche regole di condotta in riferimento ai seguenti argomenti: promozione delle diversità e dell’inclusione, protezione del patrimonio aziendale, conflitti di interesse, corruzione e concussione, informativa finanziaria e trattamento delle informazioni privilegiate, antiriciclaggio, finanziamento del terrorismo e sanzioni internazionali.
 
Il Codice di Condotta è stato tradotto in tutte le lingue dei Paesi in cui il Gruppo opera.
 
 
Segnalazione di violazioni
 
Pratiche o condotte che in buona fede sono considerate inappropriate o in contrasto con la legge, il Codice di Condotta e delle sue Disposizioni attuative o di altre norme aziendali (ad esempio, discriminazione, molestie, mobbing, corruzione e concussione, ecc.) possono essere segnalate per iscritto, anche in forma anonima, alla Group Compliance (cfr. Informativa sul trattamento dei dati personali):
  • via e-mail: concerns.co@generali.com
  • via posta: Group Compliance - Business Integrity - Piazza Cordusio 2, 20123 Milano.
Pratiche o comportamenti che siano riconducibili a una della seguenti tematiche: gestione finanziaria, audit o amministrazione contabile, pratiche connesse all’utilizzo dei mezzi di pagamento, lotta alla corruzione possono essere segnalate anche attraverso la Generali Group Compliance Helpline, fornita da GCS Compliance Service Europe Ltd. (controllata di Navex Global):
Le segnalazioni devono essere sufficientemente dettagliate nella descrizione delle circostanze della presunta violazione. In caso contrario potranno non essere prese in considerazione.
Sebbene le segnalazioni anonime siano accettate, il Gruppo incoraggia i segnalanti a dichiarare la propria identità in quanto ritiene che le indagini possano essere gestite in maniera più efficace se l’identità del segnalante è nota.
 
Le segnalazioni, come pure i dati del segnalante e di tutti i soggetti interessati, verranno trattati con la massima riservatezza e in conformità alle vigenti disposizioni normative in materia di privacy.
 
Il Gruppo proibisce severamente le ritorsioni ai danni di chi effettua segnalazioni in buona fede, a prescindere dai soggetti coinvolti.
 
Questi canali non possono essere utilizzati per segnalazioni relative a prodotti e servizi forniti dalle società del Gruppo. Tali segnalazioni dovranno infatti essere effettuate attraverso i canali previsti e secondo le modalità indicate nei contratti e in conformità alla normativa locale.

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Modello di Organizzazione e Gestione

Il Consiglio di Amministrazione ha adottato un Modello di Organizzazione e Gestione per la prevenzione dei reati previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, concernente la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati commessi dai propri esponenti. 

Oltre ad essere dotato di tutte le necessarie peculiarità formali, il documento in questione risponde pienamente, anche nella sostanza, alla finalità principale che ne ha richiesto l'adozione, rappresentata appunto dall'esigenza di dotare la Società di uno strumento in grado di conseguire quell'esenzione da responsabilità, espressamente prevista dal decreto più sopra citato. 

Il Modello è costituito da una Parte Generale e da diverse Parti Speciali. 

La Parte Generale, oltre ad illustrare la ratio e i principi del Decreto, il Modello di Governance, i principi del Sistema dei Controlli Interni, delinea gli elementi costituenti le componenti del Modello. 

Ciascuna Parte Speciale contiene l’analisi normativa dei singoli reati richiamati dal Decreto, i principi generali di condotta ai quali dovranno ispirarsi i comportamenti in tutte le aree potenzialmente “a rischio reato”. All’interno di ciascuna area “a rischio” vengono individuate le funzioni aziendali coinvolte, le “attività sensibili”, gli specifici reati astrattamente ipotizzabili, le relative modalità di commissione o le condotte strumentali alla commissione degli stessi, nonché i “controlli preventivi” ed i compiti dell’Organismo di Vigilanza in materia. 

La metodologia utilizzata per la predisposizione del Modello tiene conto dei più significativi pronunciamenti giurisprudenziali, delle migliori prassi applicative del Decreto, delle Linee Guida ANIA per il settore assicurativo e dei suggerimenti operativi con cui la medesima associazione di categoria ha individuato sia la procedura da seguire per l’adozione dei modelli sia alcuni dei possibili strumenti di rilevazione e prevenzione delle fattispecie di reato considerate dal decreto legislativo 231 del 2001. 

Con riferimento all' Organismo di Vigilanza, Generali ha identificato il medesimo in un organismo collegiale nominato con delibera del Consiglio di Amministrazione. 

L'Organismo di Vigilanza è composto da 3 (tre) membri e precisamente: da un rappresentante della funzione Internal Audit; da un rappresentante della funzione Compliance; da un professionista esterno con autorevolezza, competenza e comprovata esperienza in materie attinenti ai compiti assegnati all’OdV. Il Presidente dell’OdV viene formalmente nominato dal Consiglio di Amministrazione ed è individuato nel professionista esterno. 

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Compiti e poteri dell`Organismo di Vigilanza

Nel perseguimento degli obiettivi fissati dal Decreto, all’Organismo di Vigilanza sono affidati i seguenti compiti: 

  • vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello;
  • verificare l’effettiva idoneità del Modello a prevenire la commissione dei reati richiamati dal Decreto;
  • analizzare la persistenza nel tempo dei requisiti di solidità e funzionalità del Modello;
  • promuovere, in collaborazione con le unità organizzative interessate, il costante aggiornamento del Modello e del sistema di vigilanza sull’attuazione dello stesso, suggerendo, ove necessario, al Consiglio di Amministrazione le correzioni e gli adeguamenti dovuti;
  • mantenere un collegamento costante con la Società di Revisione;
  • mantenere i rapporti e assicurare i flussi informativi di competenza verso il Consiglio di Amministrazione, i Comitati ed il Collegio Sindacale;
  • fornire informazioni al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale su questioni di comune interesse qualora ne facciano espressa richiesta anche attraverso una formale audizione;
  • assicurare il puntuale adempimento, da parte dei soggetti interessati, di tutte le attività di reporting previste dal Modello;
  • promuovere il costante aggiornamento del sistema di identificazione, mappatura e classificazione delle aree “a rischio” ai fini dell’attività di vigilanza propria dell’OdV;
  • elaborare un programma di vigilanza, in coerenza con i principi contenuti nel Modello, nell’ambito dei vari settori di attività;
  • assicurare l’attuazione del programma di vigilanza anche attraverso la calendarizzazione delle attività e la conduzione di interventi non pianificati in quanto non programmabili;
  • assicurare l’elaborazione della reportistica sulle risultanze degli interventi effettuati;
  • fermo restando quanto previsto nel paragrafo 9 del capitolo IV, definire e promuovere le iniziative per la diffusione della conoscenza e della comprensione del Modello, nonché della formazione del personale e della sensibilizzazione dello stesso all’osservanza dei principi ivi contenuti;
  • fornire chiarimenti in merito al significato ed all’applicazione delle previsioni contenute nel Modello, con il supporto delle funzioni competenti;
  • garantire un’efficace attuazione del sistema di comunicazione interna per consentire la trasmissione e raccolta di segnalazioni rilevanti ai fini del Decreto, assicurando la tutela e la riservatezza del segnalante;
  • esaminare e valutare le informazioni e/o le segnalazioni ricevute e connesse al rispetto del Modello, incluso per ciò che attiene le eventuali violazioni dello stesso;
  • verificare e valutare l’idoneità del sistema disciplinare e sanzionatorio;
  • assicurare che, all’esito dell’attività di indagine, vengano valutati gli eventuali procedimenti disciplinari nei confronti dei soggetti responsabili di violazioni del Modello e che venga proposta la sanzione più opportuna rispetto al caso concreto;
  • fornire il necessario supporto informativo agli organi od autorità ispettivi che ne facciano richiesta.
Inoltre, con specifico riferimento ai compiti spettanti in materia di antiriciclaggio, l’Organismo di Vigilanza è tenuto a comunicare: 
  • all'Autorità di Vigilanza di settore, gli atti o i fatti di cui venga a conoscenza nell’esercizio dei propri compiti, che possano costituire una violazione delle disposizioni emanate dall’Autorità di Vigilanza stessa circa le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica del cliente, di organizzazione, di registrazione, nonché degli obblighi relativi alle procedure e i controlli interni (art. 7, comma 2, del D.Lgs. 231/07);
  • al titolare dell’attività o al legale rappresentante o a un suo delegato, le infrazioni delle disposizioni relative alla segnalazione di operazioni sospette (art. 41 del D.Lgs. 231/07);
  • al Ministero dell’Economia e delle Finanze, le infrazioni delle disposizioni relative alle limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore (art. 49 del D.Lgs. 231/07) e al divieto di utilizzo di conti e libretti di risparmio anonimi o con intestazione fittizia;
  • all’Unità di Informazione Finanziaria (di seguito, in breve anche “U.I.F.”), le infrazioni alle disposizioni relative all’obbligo di registrazione in archivio unico informatico (art. 36 del D.Lgs. 231/07).
Per l’espletamento dei compiti assegnati, all’Organismo di Vigilanza sono riconosciuti tutti i poteri necessari ad assicurare una puntuale ed efficace vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza del Modello.