Gli esiti del
secondo conflitto mondiale ebbero ripercussioni, inevitabilmente, anche sull’imponente patrimonio della
Compagnia, con la perdita completa dei beni posseduti nei Paesi dell'Est, la contrazione
drastica delle opportunità del lavoro assicurativo per l’assenza di sviluppo economico,
l'impoverimento finanziario causato dall'inflazione a tre cifre e l’abbandono
progressivo anche di mercati africani ed asiatici interessati da provvedimenti
di nazionalizzazione.
La
ricostruzione post-bellica del Paese, avviata nel rinnovato contesto economico e sociale ed alla riconquistata
democrazia, rappresentò la condizione indispensabile per un fecondo sviluppo delll’Impresa.
Infatti, in questa nuova realtà, le Generali - sotto la guida di
Gino Baroncini - compensarono rapidamente le perdite dovute agli effetti della guerra con nuovi
insediamenti e acquisti in nuovi continenti, avviando al contempo la ricostruzione
del proprio patrimonio immobiliare e riattivando le aziende agricole, di pari
passo con il perfezionamento di nuove strutture operative e rinnovati programmi
assicurativi.
Furono la concomitanza di diversi fattori come le più mature esigenze di un mercato
che stava diventando progressivamente di massa, assieme alla crescente espansione
della motorizzazione e la ripresa dello sviluppo produttivo, a rendere necessaria
da parte dell’industria assicuratrice una nuova capacità di offerta globale delle
coperture, novità che indussero nel
1947 le Generali a riunire nella Casa Madre l’Anonima Grandine e l’Anonima Infortuni,
esercente quest’ultima anche i rami malattie e responsabilità civile.
A seguito di questa fusione nacque la
Direzione di Milano della Compagnia che,

con responsabilità tecniche di gestione, andò ad affiancare la Direzione Veneta
e trovò collocazione in un nuovo funzionale edificio in zona Fiera, lasciando
nello
storico Palazzo di piazza Cordusio la sede dell’Agenzia Generale.
Il compimento del
125° anniversario venne celebrato, con la Presidenza di
Camillo Giussani, nella fastosa cornice di Palazzo Ducale a Venezia il 21 maggio 1956 : vi partecipano
8.000 esponenti del Gruppo e di compagnie amiche provenienti dall'Italia e da
31 Paesi di tutti i continenti.
L'assise internazionale di Venezia si svolse in un momento in cui erano stati
attivati i negoziati per la costituenda Comunità Economica Europea, mentre la
società industriale veniva investita da un marcato processo tecnologico che si
estrinsecava, in particolare nel settore dell'elettronica, nella robotizzazione
delle fabbriche e nell’automazione sia delle procedure informative che di quelle
degli impianti ad alta tecnologia con nuove modalità di montaggio e di manutenzione,
nonché nell’utilizzo industriale ed a fini pacifici dell’energia atomica.
Queste nuove esigenze determinavano la richiesta di nuove coperture assicurative
cosiddette ad "ombrello", destinate, cioè, a garantire l’intero processo produttivo
e tutti i rischi ad esso connessi, superando così le tradizionali coperture limitate
a singoli ordini di beni.
La Compagnia rispose a queste sfide potenziando la rete commerciale, predisponendo
polizze tecniche all risks, contribuendo a dare al mercato assicurativo strutture
adeguate sul piano della completezza e della capacità di sottoscrizione e sviluppando
l’assistenza al cliente anche con l’incremento degli uffici di liquidazione danni.
Negli
anni Settanta, con la presidenza del senatore a vita
Cesare Merzagora, il Gruppo Generali si impegnò in un’attenta revisione delle attività assicurative
e finanziarie al fine di fronteggiare gli effetti di un dirompente processo inflattivo
che investiva in quel periodo soprattutto il nostro Paese. Oltre ad una marcata
selettività degli impieghi mobiliari, venne attuato un consistente investimento
nel settore immobiliare e fu dato un nuovo assetto alle proprietà terriere della
Compagnia con la costituzione di
Genagricola.
Venne, inoltre, realizzata l’unificazione dei Centri Elettronici delle Direzioni
di Venezia e Milano in una nuova sede a Mestre, avviando unicità di procedure
nei confronti della rete agenziale e dell’amministrazione delle due Direzioni.
La Compagnia in quegli anni modernizza anche la propria immagine
rinnovando la linea grafica e stilizzando l’antico
marchio del Leone alato.
Nella seconda metà degli anni Settanta la Società si pone all’avanguardia sul
mercato nel creare cultura assicurativa, favorendo il confronto con l’utenza industriale:
nascono così gli incontri biennali di studio di
Villa Manin con la Confindustria e le Conferenze internazionali sull’utilizzo industriale
e commerciale dello spazio con relative implicazioni assicurative.
Nel 1981, sotto la guida del Presidente
Enrico Randone, le Generali celebrano il
150° anniversario presentandosi all’importante appuntamento con un Gruppo composto da 72 società,
di cui 36 compagnie di assicurazione, 5 società Europ Assistance, 13 società finanziarie,
13 immobiliari e 5 società agricole.
L’Italia rappresenta il 27,8% dei premi complessivamente raccolti, gli altri
paesi della CEE il 42,6%, i Paesi europei extra CEE il 24,6% e i territori d’operazione
oltre Oceano il 5%.
La Compagnia è il principale punto di riferimento per il
mercato italiano, ove trasfonde l’esperienza che le deriva dalla vasta presenza internazionale.
Agli inizi degli anni Ottanta vengono studiati prodotti Vita di nuovissima generazione
(le cosiddette polizze rivalutabili) che prevedono la partecipazione agli utili
da parte degli assicurati e polizze in ECU, nonché coperture indicizzate nei rami
danni. Viene nel contempo rivista la politica commerciale dando maggiore articolazione
alla rete di vendita, flessibilità all’operatività con il decentramento della
Direzione Commerciale, specializzazione dei canali distributivi anche con la creazione
dei primi accordi in joint-venture con le banche per l’ulteriore sviluppo delle
polizze vita in abbinamento a fondi di investimento (GenerComit).
L’avvio di un’articolata
campagna pubblicitaria di prodotto ed un più intenso programma di formazione del personale danno sostegno a questo
nuovo slancio operativo.
Il programma trova un supporto di organizzazione nello sviluppo dell’informatica
che consente l’automazione del lavoro agenziale con impiego di terminali intelligenti
collegati "on line" al Servizio Centrale Elaborazione Dati di Mestre e con l’avvio
di un intenso programma di economie di scala imperniato sull’unificazione delle
procedure contabili delle due Direzioni nei settori del personale, della contabilità
industriale e fiscale.
L’ampiezza di questo processo innovativo richiedeva però una nuova e più ampia
Sede che la Compagnia ritenne di realizzare su un terreno di proprietà lungo la
strada del Terraglio che collega Venezia con Treviso, in località Marocco. Siamo
dunque giunti ai giorni nostri ed alla nuovissima
sede di Mogliano Veneto in provincia di Treviso.