La storia di Generali Italia
L’ingegneria degli edifici
Le fondamenta. Gli edifici vennero costruiti sul terreno lungo la riva di sinistra del fiume
Dese. Al tipo di fondazione "palificata", che è caratteristica delle fondamenta
veneziane viene preferita, come scelta tecnica, il tipo di fondazione "a cassa
galleggiante", costituita da grandi cellule in cemento armato, unite fra loro
a formare una vera e propria "zattera" che, dopo essere stata opportunamente impermeabilizzata,
appoggia o, per dirlo in modo più suggestivo, galleggia su un grande scavo, profondo
oltre sei metri.

La zattera è isolata dall'acqua della falda sotterranea con un diaframma speciale
profondo venti metri e costituisce una grande volumetria sotterranea (ispezionabile)
che ha consentito la realizzazione di speciali percorsi (cunicoli) per i collegamenti
tecnici tra i diversi edifici.
Su tale piattaforma gli edifici hanno preso corpo con assemblaggi in continuo
di moduli prefabbricati costruiti su progetto dello studio Spadolini e sono stati
realizzati con impiego di alta tecnologia: dalle vetrate "court wall" alle pensiline
in graniglia a "faccia-vista" cannettati,
dalle capriate in cemento pre-compresso ai pavimenti flottanti, realizzando così
una cospicua riduzione dei tempi e dei costi di costruzione.
L’ingresso. Si accede alla cittadella del lavoro da Via Marocchesa con possibilità di parcheggio
(720 posti macchina) all’esterno o all’interno del recinto di sicurezza.
Dopo il controllo all’ingresso si apre alla vista la scenografia del giardino
paesaggistico, o all’inglese, progettato dalla società Peverelli secondo criteri
di spontaneità verso la natura circostante e seguendo, invece, criteri geometrici
nelle immediate vicinanze dei fabbricati, raccordando così, in modo armonico,
l’opera dell’uomo con quella della natura. Sulla sinistra si notano i giardini
pensili che si sviluppano lungo piani inclinati e che mimetizzano così gran parte
dei magazzini disposti intorno alle facciate a Nord degli edifici; di fronte,
si presentano alcuni dossi che muovono il parco verde con piantagioni sia a filare
che a bosco verso il fiume Dese. Giardini e parco sono irrigati rispettivamente
con le tecniche "ad ala gocciolante" ed "a pioggia" per una estensione di 10 ettari.
Si procede verso la "reception" percorrendo il viale lungo una piscina con al
centro il Leone marciano di bronzo (opera dello scultore Leone Lodi, eseguito
nel 1961 per la Sede milanese di via Tiziano) e lasciando a sinistra l’ampia piazza
definita dai tre edifici "a stecca" disposti a "U" e che ha le stesse dimensioni
di Piazza S. Marco (metri 130x70).
La piazza è animata da geometrie quadrate di verde disposte a scacchiera: artificialità
queste che hanno consentito di arricchire l’equilibrio tra gli edifici ed il quadro
naturale della campagna. Come annota Francesco Pagliari "L’insieme di questi elementi
concorre a costituire un’intersecazione col sistema storico di referenze, col
territorio fitto di corsi d’acqua, canali, rii e col territorio sul quale si è
esercitata per più secoli la grande cultura della villa simboli di un’attenzione
profonda alla produzione agricola nella terraferma".

La scelta progettuale di costruire degli edifici a "stecca", piuttosto che a
"croce", è la risposta alle esigenze di modularità e di flessibilità formulate
all’architetto dalla Compagnia.
Gli edifici sono a tre piani. La dimensione di ciascuno ufficio rispetta un criterio
di modularità (il modulo base di composizione è di 1,20 m) che consente la predisposizione
di locali per due, tre quattro o più posti lavoro.
La distribuzione è realizzata con pareti mobili e il pavimento è di tipo flottante
sotto cui si sviluppa una rete di cablaggio per l’alimentazione di dispositivi
elettrici di lavoro.
Tutto ciò consente la predisposizione di una postazione di lavoro in tempi reali,
l'installazione e la disinstallazione veloce degli strumenti, dei dispositivi
informatici, dei collegamenti telefonici rendendo agevoli così gli inserimenti
o gli spostamenti dei collaboratori e di interi gruppi di uffici.
Seguendo i più avanzati criteri di ergonomia, particolare attenzione è stata
dedicata all’illuminazione con l’utilizzo di lampade a luce "nera" antiriflettente,
al piano di lavoro e all'insonorizzazione degli ambienti.
Gli uffici sono intervallati da salette riunioni per lo svolgimento del lavoro
di gruppo. Nell’angolo a destra della piazza si accede agli uffici della Presidenza
e della Direzione Generale mediante una scala d’onore ed un ascensore panoramico
ottenuti con una struttura architettonica a forma di "chiesa" nel cui retro si
svolgono anche il corridoio e la scala esterna di ingresso all’edificio "torre"
che ospita gli elaboratori ed altri dispositivi elettronici.
Gli uffici riservati alla Presidenza, alla Sala del Consiglio d’Amministrazione
e alla Direzione Generale si trovano al terzo piano affacciati sulla piazza interna.
Le pareti sono impreziosite da alcantara grigia e le sale sono arredate con mobili
in lacca blu a cura del designer Dino Gavina, la cui essenzialità e funzionalità
rappresentano il frutto di una sapiente ricerca di grandi maestri del designer
moderno.
Centro elaborazione dati. Gli elaboratori hanno sede nell’edificio cosiddetto "a torre" che, sviluppandosi
su tre piani "fuori terra", costituisce una soluzione originale maturata dopo
un attento studio, per l'ottimizzazione degli impianti e per una risposta adeguata
alle esigenze di sicurezza. Lo stesso edificio definisce così un volume chiuso,
attorno ad una corte quadrangolare, dando l'idea propria di una fortezza.
La concezione della tradizionale "sala macchine" è stata completamente ripensata:
in luogo del consueto unico grande ambiente, per uomini ed elaboratori, è stata
voluta una suddivisione dell'intero sistema in spazi distinti in accordo al tipo
di risorse custodite ed ai criteri di maggiore funzionalità che le nuove tecnologie
richiedono e consentono.
L'intero piano terra è "parcellizzato" in due settori completamente autosufficienti
che sono separati fra loro da pareti "tagliafuoco". In un settore è situata la
cosiddetta "Sala Dischi", (il locale che accoglie i dispositivi, su cui sono memorizzate
le informazioni della Compagnia); nell'altro sono ospitati le stampanti e il centro
di riproduzione e stampa con depositi di materiale sussidiari.
Il primo piano contiene "i cervelli" del sistema elettronico: le unità centrali
di processo, le unità di controllo per le trasmissioni, i centralini, le unità
centrali dei sistemi di sicurezza.
L'ultimo piano, invece, è riservato al personale che si occupa della gestione
del centro: gli operatori del sistema elaborativo, i gestori delle reti di trasmissione,
gli specialisti, i tecnici. Lo spazio, organizzato quasi completamente ad open
space, in cui il lavoro di gruppo si esalta per coordinare le attività, facilitare
lo scambio organizzato delle informazioni e pianificare le integrazioni di lavoro.
Sempre all’ultimo piano ha sede la "control-room", dalla quale si sovraintende
ad un sofisticato sistema di regolazione elettronica rendendo possibile la gestione
e la manutenzione dirette ed il controllo dei parametri ambientali dell’intero
Centro Direzionale attraverso 10.000 dispositivi, sonde, attuatori, ecc., che
sono collegati - mediante una rete di sessanta personal computers e due minielaboratori.
Il funzionamento degli apparati elettronici e la climatizzazione dei relativi
locali sono garantiti in continuità da un doppio sistema energetico, elettrico
e termico.

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