Anticipo TFR: come funziona, requisiti, limiti e alternative più vantaggiose
Hai bisogno di liquidità per un’emergenza sanitaria o per acquistare la prima casa? Forse non sai che il TFR può essere richiesto in anticipo, senza attendere la fine del rapporto di lavoro. La normativa italiana permette infatti l’anticipo TFR in presenza di requisiti precisi che è fondamentale conoscere.
Cos'è l'anticipo del TFR e come funziona
L’anticipo TFR è un diritto previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile, che stabilisce condizioni e limiti precisi - stabiliti per tutelare sia il lavoratore che il datore di lavoro – alla possibilità di ottenere in via anticipata una parte della c.d. liquidazione, ossia di quella parte di retribuzione che il lavoratore ottiene in via differita, ossia che non viene erogata nella busta paga mensile, ma viene accantonata periodicamente dal datore di lavoro ed è erogata al dipendente solo quando il rapporto di lavoro finisce.
Definizione di TFR: la "liquidazione" che matura ogni mese
Il TFR, o Trattamento di Fine Rapporto, è una quota della retribuzione che viene accantonata ogni mese dall’azienda per ciascun dipendente. Si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5: corrisponde a circa il 7,41% dello stipendio annuo.
Dall’importo annuale viene detratto lo 0,50% per il contributo al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (IVS). Il TFR viene poi rivalutato ogni anno secondo l’indice dei prezzi ISTAT.
Per fare un esempio pratico: con una retribuzione annua di 30.000 euro, ogni anno si accumulano circa 2.220 euro di TFR (30.000 ÷ 13,5), che vengono poi rivalutati annualmente con una formula che considera l'inflazione.
Quando puoi richiedere l'anticipo? Tutti i requisiti del lavoratore
Non tutti possono richiedere l'anticipo in qualsiasi momento. La legge ha stabilito dei "paletti" precisi per tutelare la funzione previdenziale del TFR.
Innanzitutto, devi essere un lavoratore dipendente assunto a tempo indeterminato da un datore di lavoro privato. Inoltre, per richiedere l’anticipo TFR occorrono almeno 8 anni di anzianità continuativa presso lo stesso datore di lavoro. E ancora, la richiesta di anticipo deve essere presentata quando il rapporto di lavoro è ancora in corso.
Si tratta di condizioni obbligatorie, senza le quali non è possibile accedere all’anticipo.
Quanto puoi ottenere?
L’anticipo TFR può essere richiesto una sola volta durante il rapporto di lavoro, per un importo massimo pari al 70% del TFR maturato. Ad esempio, se hai maturato 20.000 euro, potrai ottenere al massimo 14.000 euro come anticipo.
La legge prevede che l’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro, ma i CCNL possono prevedere eccezioni di maggior favore permettendo ai lavoratori di un determinato settore di poter ottenere un secondo anticipo durante lo stesso rapporto di lavoro.
In ogni caso, l’importo corrisposto a titolo di anticipo del Tfr dovrà essere detratto dall’ammontare del Tfr finale, cioè della somma complessiva spettante al termine del rapporto di lavoro.
Per quali motivazioni è possibile chiedere l'anticipo del TFR?
La legge non consente di richiedere l'anticipo per qualsiasi motivo: serve una giustificazione valida e documentabile.
Spese sanitarie straordinarie
L'anticipo per spese sanitarie può essere richiesto esclusivamente per affrontare terapie e interventi straordinari, legati a gravi situazioni di salute, del lavoratore stesso, del coniuge o dei figli e riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche. Per ottenerlo, è necessario presentare la certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica e i relativi giustificativi o preventivi di spesa.
Acquisto o ristrutturazione della prima casa
L’art. 2120 del cod. civ. prevede che l'anticipo del TFR può essere richiesto per l'acquisto della prima casa di abitazione dell'aderente o dei suoi figli. In questo caso, per ottenere l’anticipo è necessario presentare il preliminare di compravendita o l'atto di compravendita dell’immobile. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3392/2016) ha equiparato la ristrutturazione significativa della prima casa di abitazione all’acquisto.
Spese durante i congedi (parentale, formazione)
La Legge 53/2000 ha anche introdotto la possibilità di richiedere l’anticipo TFR anche se il lavoratore necessita di un sostegno economico durante un congedo parentale o di sostenere spese durante un congedo formativo.
Altre motivazioni: cosa dicono i Contratti Collettivi (CCNL)?
Molti contratti collettivi hanno ampliato le casistiche. Alcuni CCNL consentono più anticipi in situazioni specifiche e possono includere motivazioni aggiuntive come l'avvio di attività imprenditoriali. È dunque consigliabile consultare il proprio CCNL per verificare eventuali condizioni di maggior favore.
Gli obblighi dell'azienda e la gestione della richiesta
Conoscere gli obblighi dell’azienda è fondamentale per tutelare i propri diritti e gestire al meglio la richiesta di anticipo TFR.
Oltre ai requisiti richiesti dalla legge per ottenere l’anticipo del TFR che riguardano il lavoratore (i requisiti e le condizioni già esaminati), il Codice Civile fissa alcuni limiti che il datore di lavoro è tenuto a rispettare nelle erogazioni degli anticipi.
I limiti per il datore di lavoro: il tetto del 10% e 4%
Ogni anno il datore di lavoro può soddisfare al massimo le richieste di anticipo del 10% dei lavoratori che ne hanno i requisiti e le condizioni e, in ogni caso, non oltre il limite del 4% del numero totale dei dipendenti. Questo significa che anche se hai tutti i requisiti, potresti dover attendere l'anno successivo se al momento della richiesta l'azienda ha già raggiunto questi limiti. Le aziende con meno di 25 dipendenti oppure in crisi possono essere esonerate dall'obbligo, ma possono comunque decidere di concedere l'anticipo.
Convenienza dell’anticipo del TFR: soluzioni più flessibili e vantaggiose
L'anticipo del TFR non è sempre la scelta più efficiente dal punto di vista economico. Esistono alternative strategiche che offrono maggiore flessibilità e soprattutto un trattamento fiscale molto più vantaggioso.
La previdenza complementare: il tuo TFR può rendere di più
Destinando il TFR a una soluzione di previdenza complementare, questo viene investito per generare rendimenti potenzialmente superiori rispetto alla semplice rivalutazione che è garantita per legge se il TFR viene lasciato in azienda.
Le forme di previdenza complementare offrono infatti la possibilità di far crescere il capitale attraverso investimenti diversificati e gestiti professionalmente. Questa scelta non solo migliora le prospettive di rendimento, ma apre anche a una flessibilità maggiore nell'accesso anticipato alle risorse.
Flessibilità a confronto: più motivi e meno vincoli per l'anticipo
A differenza dell’anticipo TFR, le forme di previdenza complementare prevedono meno vincoli e tempi di attesa più brevi: l’anticipo può arrivare al 75% del montante accumulato, ed essere ottenuto senza gli 8 anni di anzianità se l’aderente deve sostenere spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli, per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
Il vantaggio più importante: la tassazione sugli anticipi vs previdenza complementare
La differenza più rilevante riguarda la tassazione: sull’anticipo si applica un’aliquota secca pari al 23%, mentre con un piano di previdenza complementare l’aliquota parte dal 15% e scende fino al 9% con l’aumentare degli anni di partecipazione.
Le somme ricevute sotto forma di anticipo dal fondo pensione per spese mediche sono tassate con un'aliquota del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di permanenza nel fondo oltre il quindicesimo, fino a raggiungere una percentuale di tassazione minima pari al 9%.
La differenza è impressionante: su un anticipo di 20.000 euro, con il TFR pagheresti 4.600 euro di tasse (al 23%), mentre con un fondo pensione dopo 15 anni di iscrizione pagheresti solo 1.800 euro (al 9%), risparmiando ben 2.800 euro! Un risparmio che diventa ancora più significativo con importi maggiori.
È pari al 23% l'aliquota della ritenuta che si applica sulle somme erogate a titolo di anticipazione per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i figli o per altre esigenze dell'aderente nel caso del TFR, mentre la ritenuta sulla somma anticipata dal fondo pensione scende al 15% per le spese sanitarie e si riduce ulteriormente con l'anzianità di iscrizione.
Conclusione
L'anticipo del TFR lasciato presso la propria azienda è senza dubbio un diritto importante che ti permette di affrontare momenti di difficoltà o investimenti significativi, come l'acquisto della prima casa. Tuttavia, prima di utilizzarlo, vale la pena considerare attentamente le alternative disponibili.
Le forme di previdenza complementare offrono maggiore flessibilità nelle causali di anticipo, eliminano il vincolo degli 8 anni di anzianità e soprattutto garantiscono un trattamento fiscale molto più vantaggioso.
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Una scelta oggi che può fare la differenza domani, sia per le tue esigenze immediate che per i tuoi obiettivi futuri di sicurezza economica e pensionistica.