Stipulare più assicurazioni sulla vita
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Si possono avere due assicurazioni sulla vita?

Alla base di ogni contratto assicurativo c’è la necessità di proteggersi da un possibile pericolo, quindi non è inusuale che un soggetto decida di sottoscrivere più polizze assicurative contro il medesimo rischio.

 

È anche possibile che soggetti differenti stipulino, a favore dello stesso beneficiario, una polizza assicurativa a copertura dello stesso rischio.

 

La legge non vieta la possibilità di sottoscrivere più polizze assicurative contro il medesimo rischio, e l’art. 1910 del Codice Civile regolamenta proprio queste situazioni.

 

Quello che è in dubbio è la possibilità di applicare questa norma ad ogni tipo di polizza assicurativa, in particolare quando l’assicurazione riguarda il ramo vita.

 

In questo articolo vedremo:

  • Assicurazione presso diversi assicuratori e divieto di cumulo
  • Assicurazione sulla vita: quando l’art. 1910 non è applicabile

  • Assicurazione presso diversi assicuratori e divieto di cumulo


    L'art. 1910 del Codice Civile disciplina le ipotesi in cui vengano sottoscritte più polizze a copertura dello stesso rischio, prevedendone la possibilità, a condizione che:

  • l’assicurato comunichi a tutti gli assicuratori l’esistenza delle altre polizze sul medesimo rischio; se omette dolosamente di comunicare l’esistenza di un’altra polizza, rischia di perdere il diritto all’indennizzo;
  • l’assicurato comunichi l’avvenuto sinistro a tutte le Compagnie assicurative.
  • Si parla, in questo caso, di assicurazione cumulativa o plurima, in quanto non c’è un accordo scritto in tal senso tra le Compagnie assicurative, come invece succede nei casi di coassicurazione.

     

    La norma stabilisce in modo chiaro, in base al principio indennitario, il divieto di cumulo degli indennizzi , cioè che l'assicurato:

  • abbia diritto a riscuotere l’indennità in base a ciascun contratto;
  • non possa ottenere complessivamente più del danno subito.
  • Se, per esempio, il danno subito a seguito di un incendio è di 3.000 euro ed un soggetto ha due polizze che coprono il medesimo danno, questi potrà richiedere il risarcimento ad entrambe le Compagnie in proporzione al rispettivo contratto, ma non potrà ottenere più di 3.000 euro in totale.

     

    La norma stabilisce, inoltre, che la Compagnia assicurativa che abbia pagato tutto l’indennizzo, ha diritto di regresso sull’altra Compagnia, in base alla ripartizione pro-quota.

     

    La spiegazione è semplice: si vogliono evitare speculazioni e indebito arricchimento del beneficiario della polizza, oltre a frode in danno delle stesse Compagnie assicurative.

     

    L'art. 1910 trova quindi piena applicazione nel caso delle assicurazioni del ramo danni, ma può dirsi lo stesso per le assicurazioni del ramo vita?

     


    Assicurazione sulla vita: quando l’art. 1910 non è applicabile


    Le assicurazioni del ramo vita coprono i rischi derivanti da diverse tipologie di eventi, perciò è necessario fare una distinzione tra polizze che

  • coprono le lesioni non mortali dell’assicurato (ad esempio, le polizze a copertura di invalidità, malattia e infortunio);
  • coprono l’evento morte dell’assicurato (ad esempio, la TCM, temporanea caso morte, che prevede una garanzia solo se la morte dell’assicurato avviene entro una certa data, ovvero entro la scadenza della polizza).
  • Ebbene, secondo la giurisprudenza, le polizze che coprono lesioni non mortali, e quindi invalidità, malattia, infortunio dell’assicurato, seppur formalmente rientranti nella categoria delle polizze vita, sono disciplinate dall’art. 1910 c.c. e pertanto ne è vietato il cumulo, in quanto, come nelle polizze del ramo danni, è possibile quantificare il danno derivante dall’evento dedotto nel contratto.

     

    È di questo parere la Corte di Cassazione che, con ordinanza n. 10602/2018, ha stabilito che non può esserci doppio risarcimento per due polizze contro l’invalidità permanente.

    In questi casi, quindi, c’è divieto di cumulo e secondo l’art. 1910 c.c., l’indennizzo non può superare il danno patito, a meno che non ci sia un patto scritto tra le Compagnie assicurative che preveda espressamente il cumulo degli indennizzi.

     

    Al contrario, per costante giurisprudenza, le polizze vita che coprono l’evento morte non rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 1910 c.c., perché non è possibile quantificare il danno subito a seguito della morte dell’assicurato.

    In questi casi, non potendo fare una valutazione puramente economica del valore della vita dell’assicurato, è possibile il cumulo degli indennizzi, e quindi il beneficiario può ottenere da ciascuna Compagnia assicurativa l’intera somma pattuita prevista nel contratto.